CONFERENZA – La Chimera di Arezzo fra archeologia e modernità

In occasione della Mostra "Una Chimera del Novecento. Il Leone di Monterosso di Arturo Martini" - Mercoledì 25 ottobre ore 17.15

IN PROGRAMMA
   Casa Museo Ivan Bruschi

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La Chimera di Arezzo. Fra archeologia e modernità, questo il tema che verrà affrontato nella conferenza che si terrà mercoledì 25 ottobre alle ore 17.15 a Casa Bruschi, in collegamento con la mostra, visibile fino al 31 di ottobre alla Casa Museo, “Una Chimera del Novecento. Il Leone di Monterosso di Arturo Martini”.

Sarà Carlo Sisi, consulente scientifico della Fondazione Ivan Bruschi, ad introdurre il tema, i successivi relatori saranno Maria Gatto, Direttrice Museo Archeologico Nazionale Gaio Cilnio Mecenate di Arezzo e le Curatrici dell’esposizione Una Chimera del Novecento, Lucia Mannini e Anna Mazzanti.

La conferenza è realizzata in occasione dell’esposizione La Chimera del Novecento. Il Leone di Monterosso di Arturo Martini, incentrata sul celebre bronzo di Arturo Martini, Il Leone di Monterosso, chiaramente ispirato al grande precedente etrusco, al quale lo accomuna anche il materiale, il capolavoro di Martini è posto al centro di un percorso documentario che vuole riportare attenzione sul valore simbolico che nel corso del Novecento ha avuto la Chimera etrusca, e non solo per Arezzo. La mostra è articolata attraverso cinque temi: la riscoperta degli etruschi nel Novecento; la Chimera di Arezzo e la sua fortuna nel Novecento con la veicolazione dell’immagine attraverso le riviste, la fortuna critica e storica; Arturo Martini e il suo Leone; altri scultori ispirati dalla Chimera: Mirko Basaldella, Marcello Mascherini e la Chimera di Mario Schifano realizzata a Firenze nel 1985 al tempo del ‘Progetto Etruschi’.

La conferenza tratterà, nello specifico, il tema della Chimera di Arezzo, la storia dell’opera e dei suoi significati fra antichità e modernità, analizzando le riviste e le immagini dei musei nell’Italia tra le due guerre, per riallacciarsi, infine, al Leone di Monterosso di Arturo Martini nel contesto del gusto etrusco dell’epoca.

INGRESSO LIBERO.

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